SAN GALGANO: L’abazia che ha il cielo come tetto e un mulino per vicino…

di Letizia Leonardi

Letizia Leonardi

Letizia Leonardi

Un’imponente e suggestiva costruzione gotica del XIII secolo che troppo spesso passa in secondo piano rispetto al vicino mulino bianco della nota pubblicità. Si tratta dell’abazia di San Galgano che si trova lungo la Val di Merse, tra Siena e la Maremma. Un complesso monastico cistercense che si erge solitario al centro di una piana e che avvolge il visitatore in un’atmosfera densa di misticismo e spiritualità che si espande attraverso il suo tetto di cielo.

In passato, l’abazia di San Galgano,  è stata un punto di riferimento per tutta la valle ma ebbe un rapido declino nel periodo delle lotte feudali, delle carestie ed epidemie di peste. Il tetto andrò in rovina dopo anni di abbandono e le lastre di piombo della copertura furono vendute per coprire, si racconta, i debiti di gioco di un vescovo dissoluto oppure per farne palle di cannone.galgano

Per completare l’opera di distruzione di ciò che restava del tetto, nel 1786, un fulmine colpì il campanile, quest’ultimo crollò e travolse ciò che era rimasto. Tuttavia questo danno irreparabile ha donato all’abazia una potenza suggestiva fatta di luci e ombre tra l’azzurro del cielo della navata centrale e i raggi del sole che si fanno strada prepotentemente tra bifore e rosoni.

Ma se vogliamo continuare a seguire le tracce di Galgano Guidotti sulla sommità del vicino colle possiamo rievocare i miti dei romanzi cavallereschi visitando l’eremo di Montesiepi. Al centro della “rotonda”, un edificio sormontato da una cupola bicroma, fatta di cerchi concentrici in cotto e travertino, si trova  la spada nella roccia.  A quanto pare nel 1180  Galgano Guidotti da Chiusdino abbandonò la vita da irriducibile  libertino e piantò nella roccia la sua spada creando così una croce con la lama, l’elsa e l’impugnatura. È a Chiusdino, una galgano mulinolocalità poco lontana, che si possono visitare la casa che ha visto i natali  di S. Galgano e la propositura di S. Michele Arcangelo con il reliquiario.

Ed è sempre a Chiusdino  che si trova l’ormai noto mulino di una nota pubblicità di biscotti e merendine di qualche anno fa. Il mulino bianco.., che bianco non è affatto. Questa icona classica della nota marca italiana è stata,  e forse lo è ancora, meta di tanti turisti e curiosi. Paradossalmente è più conosciuto e visitato il “mulino bianco” che l’abazia di San Galgano ma sappiamo bene il potere dei media. I più sono attirati dalla transitoria fama televisiva piuttosto che dal valore artistico della vicina costruzione gotica.galgano finestra

Ma comunque, dicevamo, il mulino non è più bianco, non è più testimonial della nota griffe alimentare ma, da diversi anni, è diventato un agriturismo “Il Mulino delle Pile”. La ruota è sparita come l’intonaco bianco. Quelle che furono le idee dei pubblicitari hanno lasciato il posto all’aspetto originario di quello che è stato uno dei più importanti mulini della valle. Gli antichi meccanismi, azionati dalla corrente del ruscello, spada nella rocciasi possono ancora ammirare in alcune stanze. Gli spazi all’aperto, le confortevoli stanze e la torre dove si può conversare davanti al camino come ai tempi delle “veglie” toscane, offrono un ambiente intimo e familiare. Al ristorante inoltre si possono gustare i migliori piatti rigorosamente della tradizione toscana. I più golosi potranno terminare il pasto con la caratteristica torta del mulino, molto buona e facile da fare anche in casa….Dosi e ingredienti? Chiedeteli alla cuoca, è molto cordiale e disponibile…e soprattutto della sua ricetta non ne fa un segreto…

 

 

 

 

 

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