Marcello De Santis: poeta per gioco e per passione

Marcello De Santis

Marcello De Santis

di Chiara Fici – Palermo

Nato a tivoli, 5 marzo 1939.Già funzionario di banca,  ha alle spalle una esemplare carriera come impiegato e capoufficio prima, e direttore poi per una trentina d’anni di esattoria (a Frosinone, Alatri, Ferentino, Pozzuoli, Tivoli, Guidonia, Monterotondo), oggi è in pensione. Da sempre è appassionato di poesia e letteratura, studioso in particolare di Dino Campana e il suo tempo (sibilla aleramo, Aldo Palazzeschi, Franco Matacotta, Filippo Tommaso Marinetti e i futuristi, e inoltre Guido Gozzano e i crepuscolari, Giovanni Boine, Aldo e Mario Novaro, etc…).

Negli ultimi anni, oltre a comporre in lingua, dedica il tempo a poesie in dialetto tiburtino nel quale dialetto ha pubblicato: “quann’emmio reazzitti”, 1997; e nel dicembre del 2000 il secondo volume, quasi un seguito di quello, dal titolo: “passanu l’anni e se diventa róssi”.Nello stesso anno 2000, tratto da un originale recitativo da lui creato: “me so’ inzognato roma, roma bella”, ha dato alle stampe una “plaquette” dallo stesso titolo, contenente poesie in dialetto romanesco. Al suo attivo diverse pubblicazioni di versi. Dal lontano 1976: “Odo nel vasto silenzio”, ad oggi: “Passanu l’anni e se diventa rossi”. In mezzo “… e passerà solo il vento”, “Un pierrot senza speranza”, “Alla luna ch’è mia”, “Sarajevo otto poesie “ “Gabbiani”. E di prosa: “da: Lettere dalla Ciociaria”, “Cara ida…” Nella lunga carriera di appassionato di poesia ha partecipato a moltissimi concorsi letterari, conseguendo significative affermazioni. La sua prima opera data alle stampe, una raccolta di poesia in lingua, dal titolo “Odo nel vasto silenzio”, edita da una fantomatica casa editrice inventata – “per darci un tono” – dal suo amico e compagno di liceo Pierluigi G. ha conseguito il primo premio in un concorso dell’epoca, consistente in una medaglia di vero oro, in provincia de L’Aquila, che si aggiunse all’altro primo premio riconosciuto alla sua prima modesta partecipazione con la prima poesia che ha scritto, quasi per gioco, e su invito di un suo collega d’ufficio), una medaglia d’oro ad un concorso regionale di poesia indetto dall’amministrazione provinciale di Frosinone. Nella sua permanenza per motivi di lavoro in quel di Pozzuoli, e proprio al tempo del periodo più acuto del fenomeno del bradisismo, ha con-tinuato a scrivere, ed ha anche pubblicato per alcuni giornali, opere che grande apprezzamento hanno avuto tra i letterati locali. Partecipando (quasi per scherzo, e dunque senza aspirazione alcuna a piazzamenti di sorta, conscio dei propri limiti in un dialetto diverso da quello del proprio paese) ad un premio in lingua napoletana, indetto dalla rivista “Ribalta” di Napoli, con una breve poesia composta nel dialetto di quella calda terra che ha amato ed ama tuttora, dal titolo pulecene’ cammina, si è classificato al primo posto. Nella corte del maestoso Maschio Angioino in un luminoso e affollatissimo pomeriggio d’estate, gli è stato consegnato un piccolo pulcinella d’argento, opera di pregevole scultura incollata su una lastra d’argento a sua volta posta sul fondo di velluto blu. E’ uno dei trofei più importante che conserva tra le sue cose preziose, più importante delle sue due o tre medaglie d’oro. Ha nel cassetto, e non sa quando e se potranno essere stampati, moltissimi lavori: poesie in lingua e dialetto, tiburtino, romanesco e napoletano, racconti lunghi, romanzi brevi, ballate scherzose, allegre, grottesche. In attesa di tempi migliori, stampa per sé e per pochi amici (in una ventina di copie), mensilmente, delle plaquette con copertine di cartoncino di differente colore, in cui raccoglie le sue modeste cose letterarie. Fondatore, insieme ad altri amici appassionati, del gruppo “Appuntamento con la poesia”, per vent’anni e più ha composto “originali recitativi” che hanno per oggetto la vita di poeti o movimenti letterari intorno alla poesia e alla letteratura; “originali” che il gruppo ha portato alla gente, leggendo e recitando, come un vero e proprio spettacolo letterario, con musiche ed effetti musicali particolari. Il gruppo appuntamento con la poesia da qualche tempo non si esibisce più, dopo più di venti anni passati insieme,  a causa di un certo indubbio logorio, dovuto anche al fatto che da alcuni anni è venuto meno l’impegno annuale con le Lioness di Tivoli, per le quali ha lavorato, in annuali manifestazioni culturali di beneficenza, Personalmente non ha lasciato però la sua attività. Nel maggio 2007 sono usciti due nuovi libri: DI ME E D’ALTRE COSE, raccolta di poesia in lingua, raccolta data alle stampe dopo più di quindici anni dall’ultima e GOCCE DI RICORDI, piccola plaquette che raccoglie pezzi di vita relativi alla lontana infanzia, parte in dialetto tiburtino, parte in lingua. Recentemente altre pubblicazioni che elenco: – Un amore mi prese , poesie, booksprint edizioni, 2013 – Azzurra, cinque racconti, vitale edizioni, 2014 – Prendo al lacciola luna, poesie, vitali edizioni, 2014 – Da allora so passati cinquant’anni, poesie in dialetto tiburtino, vitale edizioni, 2014.

Mi interesso di parapsicologia da quando ero giovane, e giravo l’italia per lavoro. Ho cominciato quasi per caso, comprando un libro, uno dei tanti, che oggi hanno raggiunto, nella mia cameretta studio, il numero di 4900. Poi ho cominciato, nel tempo libero, ad approfondire l’argomento e studiare a fondo i vari fenomeni della materia: ho anche fatto degli esperimenti di trasmissione di pensiero con una medium del mio paese, in diretta televisiva, in una delle prime televisioni libere di allora, e tenuti, sempre in televisione corsi di parapsicologia; gli stessi corsi poi li ho tenuti su lacune riviste italiane su scala nazionale. Ed oggi e da molti anni sto pubblicando dei saggi sul sito www.technologeeck.com , che mi ospita, e che ringrazio. La parapsicologia è una materia come tante altre, e penso che ognuno farebbe bene a interessarsene, come fa talvolta con la scienza, la religione, le canzoni, il sociale e altre cose. Tante cose a mio modesto parere è meglio saperle e conoscerle che no. A me, ad esempio, aiuta a vivere meglio, cosciente che, parallelamente alla religione (la mia è quella cristiana) potrebbe esserci un domani una ulteriore vita in un’altra dimensione; del resto parapsicologia e religione in fondo dciono la stessa cosa. I miei programmi vanno alla iornata, scrivo costantemente, racconti talvolta poesie, e saggi di costume e di letteratura, e appunto di parapsicologia.

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