I racconti di Iolanda. “La neve che a Natale non vuol cadere più”

neve di nataledi Iolanda Olivini – Brescia

“Nonno, tu dici che quando eri piccolo a Natale c’era sempre la neve, perché ora non c’è più?”

Rimasi un attimo in silenzio, guardavo i suoi occhi strabuzzati porre la domanda che pareva essere di massima importanza e stavo per risolvere con un semplice “non lo so”  Ma, mai prendere alla leggera le domande dei bambini, noi siamo saggi per loro e dobbiamo, sempre, avere una risposta e non una risposta qualsiasi. Quindi mi costrinse a riflettere, che ne sapevo io del perché la neve non fosse copiosa come un tempo? Forse l’inquinamento, forse la deriva dei continenti, forse il surriscaldamento della terra, che ne sapevo io! Poi concentrai l’attenzione sulla neve e sulle sensazioni che dona, la pensai come una materia viva e capace di volontà propria e ripensai a quel che accadeva ai tempi in cui la neve cadeva copiosa. Così cominciai al articolare la risposta a quella suggestiva domanda. – Sai Tobia,  la neve è una sostanza molto speciale, è viva è allegra e vuole giocare con noi, ma non con ciascuno di noi e basta, vuole giocare con noi tutti insieme, grandi e bambini, alberi cose, animali. Un tempo le persone stavano spesso insieme, parlavano, giocavano e, soprattutto a Natale, si prendevano il tempo per stare con gli amici, era allora che la neve arrivava per divertirsi con loro e farli divertire. In questo palazzo dove abitiamo , se guardi dalla finesta giù nel cortile, vedi, non cè più nessuno, è triste è grigio, anche gli alberi sono scheletri, senza foglie come nudi. Un tempo invece pensa un tempo il cortile era pieno di gente, animali, uccelli tutti col naso ad annusare l’aria per vedere se mettesse neve. E la neve che ama le persone che vogliono stare allegri insieme arrivava e bloccava le strade , i treni e portava via i rumori e la tristezza. Mentre lei danzava leggera e silenziosa noi giocavamo e gli alberi si addobbavano di bianchi fiocchi e gli uccelli vi immergevano il becco in cerca di vermi e i cani si rotolavano festosi.

Ma nonno io voglio stare allegro e anche tu sei allegro quando sei con me e forse anche ai miei amici piacerebbe la neve!

Allora dobiamo organizzare un piano. un piano per far cadere la neve. Svelto andiamo, suoniamo tutti i campanelli del palazzo e raccontiamo il motivo per cui la neve non può arrivare, e poi, da palazzo in palazzo e poi tutti nei cortili! Aspetta chiudo le imposte e andiamo!

Mi accostai alla finestra e la aprii, l’aria mi pizzicò il naso e. non credevo ai miei occhi, stava iniziando a nevicare.

 

 

 

 

 

 

 

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