ANTONIO MARTINO, UN LIBERALE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?

ANTONIO MARTINO

ANTONIO MARTINO

L’Opininone di Vito Schepisi

L’Italia, dopo il crollo del nazifascismo, è stata molto fortunata. E’ vero che ha subito una pesante retorica dei vincitori, in specie di quelli che non avevano vinto un bel niente. E’ vero che si è trovata invasa, come parassiti fastidiosi, da sciami di antifascisti in carriera. E’ vero che la Costituzione, se insostituibile nei principi, è stata influenzata da pensieri e culture diverse, persino da alcune successivamente condannate dalla storia come generatrici di male. Ma è anche vero che è stata tratta fuori dall’influenza politica (e non solo) di quei paesi che poi hanno costituito il blocco dell’est comunista.
E’ così che Enrico De Nicola, LIBERALE, Capo Provvisorio dello Stato, il 27 dicembre 1947 ha potuto promulgare la Legge fondamentale della Repubblica Italiana: una Costituzione democratica articolata, infarcita di populismo, ma riportata su principi fondamentali dei diritti degli individui, tipica delle costituzioni LIBERALI.
Non senza pericoli, dunque!
Si pensi al comunismo, così speculare a quel regime fascista che proprio l’Italia del primo gennaio 1948 si accingeva a sostituire.
LIBERALE è stato successivamente il primo Presidente della Repubblica italiana, Luigi Einaudi, eletto nel maggio del 1948: un monumento di capacità, di cultura e di pensiero.
Luigi Einaudi passerà così alla storia come il padre morale del “boom economico italiano”.
Dopo d’allora nulla è più stato “miracoloso” in Italia.
Più la sinistra si è avvicinata al potere e più sono cresciute la corruzione e la miseria e si è impoverito il Paese.
Ora, nel 2015, vengono al pettine i nodi dei grandi errori del passato. L’Italia è in difficoltà. Ci vorrebbe un LIBERALE.
Ce ne sono pochi di veri in giro. Ma ce ne sono!
Uno di questi è Antonio Martino: un nuovo uomo LIBERALE che ci tragga fuori dal caos in cui in nostro Paese è stato trascinato dai tanti cialtroni che circolano.

 

Commento:  Liberale ed economista, con esperienze di  ministro (Esteri e Difesa), e può essere davvero considerato il vero erede di Luigi Einaudi. Ma l’Italia delle congreghe, dei politicanti  e degli asfissianti interventi degli ultimi 3 predecessori  è pronta per una scelta cosi qualificante e prestigiosa? Oppure vinceranno gli intrighi e gli interessi di bottega? Visti gli inquietanti nomi che circolano in tv e sui giornali il timore che tutto resti come prima è grande. F.L.R.

 

 

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