CAPODANNO CINESE: L’ANNO DELLA CAPRA

capra19 FEBBRAIO 2015 (estratto inedito dal mio nuovo libro ARCHETIPI ALFABETICI)

di Costanza Bondi

A dispetto di come l’uomo moderno si relazioni oggi con l’ambiente, l’umanità ha cercato di individuare sin dagli albori il concetto di unione anche tra se stessa e l’ambiente di cui si ritrova a far parte, nella continuità tra uomo e natura quale principale fonte di cibo e sostentamento. 

Rientrano in tale visuale tutti i gesti rituali compiuti in antichità allo scopo di rendere quella sacralità propiziatoria al cibo e agli oggetti, ma anche agli animali e talora alle persone, che poteva avvenire solo
alfabe
tramite il sacrum facere, appunto il sacrificio. Nell’antica Roma, per esempio, il sacrificio animale avveniva sempre tramite la figura dell’autorità domestica, ilpater familias, (tornando qui il binomio sia di cibo/paternità che di cibo/continuità) secondo dettami che andavano rispettati nei minimi particolari.

Così, mucche gravide venivano sacrificate in vista dei raccolti, per Giove solo animali bianchi e castrati, per Marte maschi integri nelle piene funzioni sessuali, per Vulcano rossi e per Ade neri. Inoltre, sacrificio proibito su animali cacciati, che andavano perentoriamente mangiati: quindi solo quelli allevati, di qualunque specie fossero, dovevano essere adibiti alla pratica.

E qui entra in gioco il personaggio figurato del capro espiatorio che, nel famoso modo di dire, rappresenta colui al quale viene addossata tutta la responsabilità di errori altrui. Come avviene per ogni metafora, anche questa sembrerebbe di primo acchito abbastanza curiosa, sebbene in realtà si basi su una origine ben precisa. Innanzitutto, l’allevamento del bestiame era praticato già diecimila anni fa, al pari dei rituali propiziatori, perciò la capra – in quanto cibo maggiormente reperibilea quei tempi – diventa l’animale sacrificale per eccellenza.

La capra, quindi, animale sociale che riconosce come proprio leader il pastore, che grazie alla struttura morfologica di cui è dotata può vivere anche nei territori più sconnessi, che coabita pacificamente in gregge, che non lotta per la difesa del territorio seppur lo riconosca come parte integrante della propria esistenza: tutte caratteristicheche le conferiranno al contempo oneri e onori. Una curiosità ulteriore: i sacrifici, di norma, erano prescritti con una precisa cadenza all’interno dell’anno, poiché legati ai ritmi della transumanza, così che la macellazione ritualizzata conferisse un equilibrio il più stabile possibile all’interno dell’ecosistema agricolo.

Allora, come primo passo, prescrizione dei sacrifici in estate prima di iniziare a transumare le capre in montagna; a fine inverno o inizio primavera, quando le scorte accumulate di cibo andavano estinguendosi; in autunno, appena gli animali tornavano a valle. Da qui, le ulteriori immagini ancestrali e metaforiche che tutti conosciamo: Gesù, l’Agnello di Dio, che viene sacrificato per redimere i peccati dell’umanità intera; il terror panico dell’ambiguo Pan, da cui l’espressione linguistica deriva, che appunto si dilettava ad assalire le greggi; l’Arcadia narrataci da Virgilio quale mondo agreste incontaminato; i protagonisti deglidi Teocrito, noto appunto per aver inventato la poesia bucolica.

http://www.gruppoletterariowomenatwork.com/alfabestoria/

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