Moda: Un filo continuo che raggomitola e imprigiona il calore della passione, e dell’amore.”

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Flavia Tomasello  ha  diploma di Moda e Costume dell’Istituto Regionale D’Arte a Bagheria,  inventa le sue creazioni insolite inspirandosi al gioco della seduzione. I suoi vestiti, che vende personalmente, consistono in collane che si trasformano in cappelli o in top, stole avvolgenti, mantelle e morbidi scaldacuore. La sede  di Flavia è a Bagheria, la Baària di Tornatore, l’araba Bab el Gerib: la città natale di una stirpe di visionari con le radici nella terra delle olive e la testa chissà dove, ma mai altrove. Dietro le creazioni di Flavia Tomasello c’è qualcosa primordiale, una fitta rete piena di nodi che tracciano un perimetro di filo di un pezzo di universo. Ogni capo è unico, progettato e realizzato interamente a mano dalla designer/artigiana. Le combinazioni di colore sono il risultato di emozioni, del piacere e dell’arte. Il tocco dei diversi filati e colori è una elaborazione della fantasia: lana, tessuti moda, lurex, nastri, corde, fili, cavi di plastica.

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“Un filo continuo, un incessante, costante di fibre uno strumento di difesa ma anche di attacco . Perchè il gioco è sedurre, ma anche non cedere alle lusinghe della seduzione . E’ tentazione e diniego. Sfida e protezione. Scudo e scimitarra. Le mie creazioni le ho pensate così. Non c’è accademia,ma istinto, inventiva. Collane che si trasformano in copricapo o top, avvolgenti stole, morbide mantelle e scaldacuore. La scena è Bagheria, la Baària di Tornatore, la Bab el Gerib degli arabi: la città-madredi
flavia 7una razza visionaria con le radici in quella terra di ulivi e la testa in un altrove mai veramente altrove. Per me una strada larga percossa da carrozze, una lingua di polvere e terra dove gli uomini sbirciavano da dietro le tende a fili colorati nelle botteghe dei barbieri, dei salumieri o del chiosco del gelato. Un solco 
che fende in due una città che non è necessariamente la mia ma un taglio universale che apre lecittà come ali di un unico, mutante e mutevole palcoscenico quotidiano. Ci sono occhi di mezzo, il gioco diventa intrigante. C’è anche il Sole, il grande Sole di Sicilia a dominare l’orizzonte. Ma io guardo dritto, lasciando sia lui a contemplare me. Ho pensato a qualcosa di primordiale, una fitta rete di nodi; un pescatore che getta la sua arma tra le onde per catturare il pesce azzurro, un paladino dipinto su un carretto che si protegge con la sua arma d’acciaio per non lasciarsi ferire dalla spada. Un filo che traccia un perimetro e lo strappa all’universo, che tesse una trama, fitta se vuol difendere, lenta se vuole irretire, in ogni caso magica. Sempre, nostra.Ogni nodo un patto con Dio, ogni nodo una promessa. I miei abbracci sono anche tenaglie, riportano ai sapori della famiglia e al calore delle sere odorose di zagara, al gioco sottile degli amanti che si ammaliano mentre le gazze gracchiano.Quelli che realizzo sono pezzi unici, ideati e creati interamente a mano. Gli accostamenti cromatici sono il frutto dell’emozione, del piacere, del trasporto per l’arte.Il tocco dei diversi filati e colori sono elaborazione della fantasia: lana, stoffe sfilate, lurex, fettuccine, corda, fili di plastica, appunto fili e sempre fili. Un filo continuo che raggomitola e imprigiona il calore della passione e dell’amore.”  (Flavia Tomasello)

flavia_tomasello@hotmail.it

Francesco La Rosa

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