La Dea di Morgantina, esposta fra il nulla: la Sicilia e le occasioni perdute

“Quando ricevetti la cittadinanza onoraria della Città di Aidone, per avere ottenuto la restituzione all’Italia della scultura

Dea Morgantina

Dea Morgantina

della Dea di Morgantina, chiesi pubblicamente alle Istituzioni regionali di mantenere gli impegni a migliorare le capacità infrastrutturali, organizzative, di accoglienza e promozione dell’area. Solo così si sarebbe spiegato al mondo il rientro di quel capolavoro, non più ammirato da centinaia di migliaia di visitatori al Getty Museum di Malibu, ma esso stesso fattore di sviluppo culturale, turistico ed economico nella terra di provenienza dell’enigmatica Dea”.

Lo dice Francesco Rutelli.Ministro dei beni Culturali all’epoca della restituzione della pregiata Statua che oggi si trova in Sicilia. “Oggi – continua Rutelli – è imperativo non alzare bandiera bianca nel prendere atto che questa grande occasione è perduta”.

Nasce da questa osservazione il Rapporto sulla valorizzazione dell’area di Piazza Armerina e Morgantina “Cuore antico della Sicilia”. Lo studio, redatto proprio da Francesco Rutelli, è stato promosso dalla Fondazione Sicilia e verrà spiegato dallo stesso autore, che illustrerà, venerdì prossimo, punto per punto, la sua “ricetta” per lo sviluppo turistico del territorio di Enna, ricco di importanti testimonianze storico-culturali.

Insieme all’autore sul tavolo dei relatori ci saranno: Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia, che ha curato la prefazione del Rapporto; Antonio Purpura, assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana; Cleo Li Calzi, assessore regionale al Turismo dell’Isola; Cataldo Salerno, presidente dell’Università Kore di Enna.

“La Fondazione Sicilia dice il presidente Puglisi – ritiene che la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Sicilia rientrino nelle sue finalità istituzionali, pur nel rispetto dei ruoli e delle leggi che, a livello nazionale e regionale, ne regolano funzioni e competenze. Non a caso il settore dei beni culturali è stato da sempre uno dei suoi cinque settori prioritari di intervento. Fin qui – prosegue Puglisi – l’impegno e la responsabilità morale della Fondazione: il resto a quanti, dalla Regione Siciliana alla Università Kore di Enna, dalle amministrazioni comunali alle associazioni territoriali, anche private, per cogliere la palla al balzo e avviare quella politica di tutela e valorizzazione che possa restituire al luogo e ai suoi beni il ruolo e il prestigio che meritano”.

E proprio a tal fine, nasce la delibera della Fondazione del 25 luglio 2014, con la quale si affida a Francesco Rutelli l’incarico di studiare e avanzare soluzioni a vario termine, con proposte di intervento sulle criticità del territorio, da presentare ai responsabili delle aree dei siti interessati. La scelta della Fondazione sulla persona di Rutelli nasce dal fatto che egli stesso – quando fu Ministro dei Beni e delle Attività Culturali – aprì quei duri negoziati internazionali, che fecero poi rientrare la fascinosa Dea di Morgantina dal Getty Museum di Malibu (Los Angeles).

Il Rapporto su Piazza Armerina e Morgantina “Cuore Antico della Sicilia” è, quindi, un motivo per verificare quanto segue: è possibile creare le condizioni perché il turismo culturale a Piazza Armerina, Aidone e nel territorio ennese sia un fattore di sviluppo meglio organizzato? E’ possibile che una visita “mordi e fuggi” si trasformi in pernottamenti, valorizzazione delle capacità di accoglienza, promozione di nuovi servizi locali, della gastronomia, del commercio e, dunque, in un importante aspetto di crescita economica e culturale del territorio?

Il Rapporto di Francesco Rutelli, partendo dalle potenzialità dell’ennese, ne analizza criticità e problemi emergenti, sottolineandone nuove prospettive ed opportunità attraverso l’esplicazione di cinque precise proposte. E Secondo l’autore del Rapporto, “dal punto di vista del Turismo culturale (chiamato a diventare un assetto decisivo per l’economia e l’identità contemporanea della Sicilia) la sfida per questo territorio era ed è nel cercare di sfuggire al destino del “mordi e fuggi”, con poche ore di visita, concentrate nella Villa del Casale, scivolando via indifferenti alle attrattive di questo “Cuore antico della Sicilia”, che riflette l’antichissima potenza agricola impersonata dal mito di Demetra (Persefone), con una concentrazione di bellezze tanto antiche quanto singolari”.

Fonte: BLOGSICILIA

Un pensiero su “La Dea di Morgantina, esposta fra il nulla: la Sicilia e le occasioni perdute

  1. Le cose non funzionano perché ci sono troppo politici – solo politici – ad “interessarsi” di turismo. Si vede chiaramente, si è visto in tutti questi decenni come non ne siano capaci. Lascino fare a chi ci lavora dentro il turismo; a chi del turismo ne ha fatta ragione di vita; a chi deve trasformare quotidianamente in pagnotta la Dea di Morgantina e poi vediamo se non funziona.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...