Musei: “Il Faggiano” di Lecce conquista la prima pagina del New York Times

Doveva diventare una trattoria nel cuore di Lecce, ma poi, nel pavimento, è stato scoperto un raro e importante sito archeologico ed è diventato il Museo Faggiano. Che ora si è conquistato la copertina del New York Times. Tutto è cominciato nel 2001 quando Luciano Faggiano, proprietario dell’immobile, ha dovuto affrontare lavori per museo faggianorestaurare le tubature fognarie che procuravano continua umidità ai muri. Nel rompere il pavimento, Faggiano ha scoperto di avere un vero e proprio tesoro archeologico, con testimonianze che andavano da una tomba Messapica del V sec. a.C ad un locale risalente all’epoca romana. Ci sono voluti anni di lavori conclusi alla fine del 2007, mentre ad aprile del 2008 è stato aperto il Museo Archeologico Faggiano, nel centro storico di Lecce, cui ora il quotidiano statunitense ha dedicato addirittura la foto in copertina.

Realizzato per intero dalla famiglia Faggiano con la supervisione della Soprintendenza dei beni archeologici di Taranto e sotto la guida degli architetti Franco e Maria Antonietta De Paolis, il restauro, spiega il sito del Museo Archeologico Faggiano, ha messo a nudo il banco roccioso e lo svuotamento di tutte le opere scavate in roccia, rendendo quindi la casa un vero e proprio sito archeologico, in cui si possono ammirare più di 2000 anni di storia. Si è scoperto inoltre che la casa, un tempo, era un antico convento di suore chiuso poi intorno al XVI-XVII secolo. Sono state recuperate, rese visibili e visitabili dei vani cantina, un pavimento presumibilmente di epoca messapica (V sec. a.C.) con dei fori circolari scavati nella roccia che servivano per la costruzione delle capanne. E non solo.

Nella casa museo sono trovate anche una grande cisterna scavata in roccia a sezione campaniforme a pianta ovale risalente al XV-XVI secolo, un’altra cisterna a pianta rettangolare, un ampio silos a pianta circolare utilizzato per conservare grano e derrate in epoca medievale. Gli scavi hanno dato luce a resti di una struttura muraria, una vasca a pianta circolare, un’altra cisterna molto ampia, un pozzo profondo 10 metri dal quale si può vedere l’acqua del fiume Idume, una cisterna a pianta quadrilatera, una vasca rettangolare e numerosi anfratti scavati in roccia. Tra le opere scavate in roccia si può ammirare una piccola tomba di bambino, una tomba grande comune, un essiccatoio in roccia usato per decomporre i morti, un tratto di strada sotterranea che collegava l’edificio ad altri siti. Si possono ammirare ancora molti reperti ceramici e murature parlanti che raccontano storie, sentimenti e memorie.

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