Per l’invasione di clandestini il capo del Governo e il ministro dell’Interno dovrebbero dimettersi ed essere processati per alto tradimento

renzi alfanoL’Italia di Renzi ha soltanto rinviato il via libera alla definitiva abolizione delle frontiere e all’auto-invasione di massa dei clandestini. La realtà è che già ora, l’Italia è l’unico Stato al mondo ad aver legalizzato di fatto la clandestinità e che investe cospicue risorse per favorire l’auto-invasione di clandestini.

Il fatto che, per ora, come ha specificato il ministro dell’Interno Alfano, sia stata sospesa la depenalizzazione del reato di clandestinità solo per “motivi di opportunità politica”, conferma che chi ci governa ha perso il lume della ragione, il sano amor proprio, il senso dello Stato e la responsabilità primaria di salvaguardare l’interesse degli italiani. 

Perché significa che è del tutto ignaro o fa finta di non sapere che è in atto una vera e propria strategia di invasione dell’Europa, considerando che soltanto nel 2015 e limitatamente ai porti del Meridione sono sbarcati 153.842 clandestini, che sommati ai 170.100 sbarcati nel 2014 diventano 323.942, considerando che solo in Grecia nel 2015 sono sbarcati 850.000 clandestini e che complessivamente, per la prima volta, più di un milione di clandestini sono approdati nell’Unione Europea anche via terra.

Perché significa negare la realtà che la stragrande maggioranza dei clandestini sono musulmani, sono giovani maschi dai 20 ai 30 anni, arrivano dalle coste libiche che dal 2011 sono nelle mani dei terroristi islamici, o dalla Turchia il cui regime islamico di Erdogan è il principale sostenitore dell’Isis e dei Fratelli Musulmani.

Perché significa aver già dimenticato che alcuni terroristi islamici che hanno perpetrato o risultano coinvolti nelle stragi di Parigi del 13 novembre scorso, sono entrati in Europa camuffandosi da clandestini.

Perché significa anteporre alle necessità vitali di 12 milioni di italiani poveri, il business complessivo dei clandestini, stimato in 43 miliardi di euro, dal costo delle operazioni di intercettazione e di salvataggio nel Mediterraneo all’onere supplementare che grava sulle forze dell’ordine, dalle tangenti riscosse dai terroristi islamici e dagli scafisti stranieri ai lauti profitti della rete di cooperative e associazioni catto-comuniste.

È singolare la sintonia che si registra tra il ministro alla Giustizia Andrea Orlando e il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, sulla necessità di depenalizzare il reato di clandestinità. Le ragioni addotte non sono nuove e furono alla base del ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 94 del 2 luglio 2009 che sancì il reato di immigrazione illegale. Ebbene, val la pena ricordare ai catto-comunisti che sono tornati all’attacco, che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 250/2010 respinse la questione di costituzionalità del reato di “clandestinità”.

Già ora l’Italia è l’unico Stato al mondo che fornisce i documenti d’identità ai clandestini, limitandoci a registrare le generalità che loro declinano in un colloquio di un paio di minuti. È l’unico Stato al mondo che ha consentito la presenza sul proprio territorio di oltre 300 mila clandestini entrati in Italia negli ultimi due anni, senza sapere chi veramente siano. E considerando che nei centri di accoglienza ci sono circa 90 mila clandestini, emerge che l’Italia è l’unico Stato al mondo in cui oltre 200 mila clandestini girano indisturbati, anche se di loro non abbiamo né le impronte digitali né una foto-segnaletica.

In uno Stato che si rispetti il capo del Governo e il ministro dell’Interno avrebbero già dovuto rassegnare le dimissioni ed essere incriminati per “alto tradimento”, avendo minato dalle fondamenta la sicurezza dell’Italia.

Invece questo sistema di potere vorrebbe ulteriormente aggravare la situazione, trasformando il reato di clandestinità in un illecito amministrativo perché, da un punto di vista operativo, comporterebbe una riduzione del carico giudiziario per le Procure.

Ebbene, se veramente avessimo a cuore le sorti dell’Italia e l’interesse degli italiani, non dovremmo eliminare il reato di clandestinità, bensì cambiare la legge per bloccare sul nascere questa invasione di clandestini, impedire che entrino illegalmente, espellerli immediatamente e tutelare il diritto degli italiani alla sicurezza e ad essere pienamente se stessi a casa propria.

di Magdi Cristiano Allam

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