L’Italia è governata dai prefetti. Mentre la Svizzera è il paese più felice al mondo. Colpa della cioccolata?

svidi STEFANIA PIAZZO

La differenza è tutta in una parola: rappresentanza. In Svizzera per referendum si può cambiare tutto. Anche e soprattutto la Costituzione. I cittadini fanno una proposta (bastano 100mila firme), si va a votare e la mattina dopo la Confederazione deve prenderne atto. Gli articoli 138 e 139 della Carta svizzera prevedono modifiche totali o parziali della costituzione. Gli svizzeri non passano attraverso i veti dei partiti, 8 milioni di emendamenti o i talk show. Vanno a votare. Di recente uno studio ha certificato che gli svizzeri sono il popolo più felice al mondo. Non sarà certo per la cioccolata.

Sono infine i Comuni, articolo 3, che si titola “Federalismo”, a essere sovrani. Berna si adegua. Recita l’articolo 3: “I Cantoni sono sovrani per quanto la loro sovranità non sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti i diritti non delegati alla Confederazione”. Punto. La Confederazione deve stare al suo posto.

In Italia, invece, i referendum non si fanno, se si fanno non servono, quando si vogliono fare non si raccolgono soldi abbastanza per farli, e se si chiedono per cambiare la Costituzione o avviare un iter consultivo, la Corte Costituzionale li dichiara eversivi.

L’Italia però è formalmente dichiarata una Repubblica. Ma lo era anche la Germania dell’Est, una Repubblica. E lo è anche la Cina, una Repubblica. O lo era la Cecoslovacchia. Differenze? Appunto.

L’Italia, quando cade un sindaco, manda il prefetto a governare con i vicecommissari, gli indennizzi dei commissari prefettizi e dei loro vice.

Ma l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Devono lavorare tutti. Soprattutto gli italiani per pagare la casta.

Le prefetture svolgono di fatto un ruolo di surroga. Dove la politica fa acqua, arriva il prefetto, il commissario di governo. Come la magistratura, più o meno, che ha svolto e svolge spesso un potere di surroga davanti ai partiti che mettono a governare persone che poi finiscono in manette.

Senza prefetti e magistrati, l’Italia non potrebbe a questo punto stare in piedi. I sindaci non sanno governare, chi lo vorrebbe fare ha il patto di stabilità che lo ferma. Chi vuole vincere o partecipare ad un appalto, se non paga la mazzetta alla dirigente che vigila sugli appalti delle strade, resta fuori. Chi a Roma voleva offrire un servizio, pagava dazio in qualche ufficio del Campidoglio. Un sistema fitto e consolidato di corruzione che passa dall’impiegato al dirigente all’assessore.

Il cittadino che può dunque pensare? Che non c’è classe politica all’altezza del governo della cosa pubblica, e per fortuna quindi che ancora esistono i prefetti. Le regioni in 40 anni poi hanno dato mostra di sè come luoghi di dissipazione del denaro dei cittadini. Aboliamole, accorpiamole, che tanto non servono. Cosa ci resta? Il Comune? Neanche, perché è l’esattore del tuo territorio. Serve a farti pagare le tasse.

L’unica cosa che resta da fare al cittadino è smettere di andare a votare, perché tanto questo è un paese che non vuole e non può cambiare. Una repubblica monarchica in cui si va alla tolda di comando per successione. Non si somigliano infatti tutti?

IL COMPITO DELLA CHIESA PER ROMA

Comune_di_RomaIl Vaticano chiede una “scossa” per Roma.
Ma quello che serve realmente per la Capitale è un programma, un progetto, un’idea.
Perché è facile scuotere e favorire o promuovere terremoti, soprattutto dopo che si è stati compartecipi di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli ultimi decenni e si vuole cercare di recuperare una qualche forma di verginità per far dimenticare la responsabilità del passato. Continua a leggere

LO STATO: SPENDO MALE, ERGO TI AUMENTO LE TASSE. COSI’ LA CASTA CI SOTTOMETTE

Idra“Il problema del socialismo è che alla lunga il denaro degli altri finisce”.
Questa celebre battuta è in realtà una seria teoria politica.

Un celeberrimo giornalista, di cui non faccio il nome per amore di patria, mi ha detto che se pensavo di gestire uno Stato con gli stessi criteri con cui si gestisce una famiglia o una azienda, grande o piccola, dimostravo di non capire  niente. Continua a leggere

BRUNO GALLI: L’EUROPA E’ NATA MORTA, IL REGIONALISMO PURE. NON CI RESTA CHE LA MACROREGIONE

euQuesti sono i mesi più complicati per l’Europa, messa sotto pressione dalla crisi economica che rischia di farla implodere da dentro, ma anche dalla drammatica ondata di profughi che sta mettendo a rischio il trattato di Schengen.
Un presente che è molto diverso da quello che ci si aspettava qualche decennio fa, quando l’Europa veniva pensata e progettata come Superstato ottenuto dalla somma degli Stati europei. Continua a leggere

L’URNA QUESTA SCONOSCIUTA? NOI VOGLIAMO VOTARE

urnaL’escalation politica di soggetti mediocri quali sono senza ombra di dubbio Renzi ed Alfano ha avuto inizio nel periodo che va dal 2011 ai giorni nostri, periodo contraddistinto dal grande vulnus portato alla Democrazia rappresentativa da un Capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha acconsentito, complice purtroppo Berlusconi, a che il Governo eletto dai Cittadini cessasse di operare e che al suo posto operasse un Governo tecnico presieduto dal tecnocrate Mario Monti, i cui disastri purtroppo dureranno nel tempo. Continua a leggere

Forza Italia fa scouting a sinistra con la cultura

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“Contro il pensiero unico di sinistra; contro il politically correct ; contro il buonismo dilagante; ma soprattutto «per»: per difendere la nostra cultura e la nostra identità; per dare voce a quella maggioranza silenziosa, intimidita dallo strapotere culturale – ingiustificato – della sinistra; per chiedere un’Europa dei popoli e non delle banche.” Continua a leggere

Lucia Borsellino? Non ha mai mosso un dito per difendere la sanità siciliana!

I dubbi sull’operazione e tenaglia contro Crocetta. Attaccato dal Gruppo L’Espresso-La Repubblica “che scaricò Lombardo dopo la nota vicenda dei termovalorizzatori”. E l’affondo sull’ex assessore Lucia Borsellino che non ha fatto nulla per interrompere lo scippo dei fondi che lo Stato, dal 2009, toglie alla Sicilia

Ho sempre parlato della Sicilia, ma in queste settimane, tutto sommato, ho preferito tacere. Negli anni ho imparato a fiutare i depistaggi, le campagne di linciaggio a mezzo stampa, le armi di distrazioni di massa. L’uomo della strada ha il diritto di abboccare come il pesciolino all’amo; chi fa commenti politici no, non glielo perdono, deve avere intelligenza politica nel Continua a leggere

Caso Marò: UNA VERGOGNA CHE DEVE TROVARE DEI RESPONSABILI

maròNei giorni scorsi, il Ministero degli Esteri ha annunciato di aver attivato l’arbitrato internazionale nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
La decisione, dice la Farnesina, «è stata presa a conclusione della necessaria fase negoziale diretta con l’India e di fronte alla impossibilità di pervenire a una soluzione della controversia».

Un comunicato che dice e non dice, che annuncia una richiesta di arbitrato internazionale dopo quaranta mesi, nel corso dei quali non sono bastati tre Governi per difendere la libertà dei due nostri militari. Continua a leggere

Renzi “orgoglioso”: “Se questa è l’Europa, tenetevela”.

30/05/2013 Roma, presentazione del libro ' Oltre la rottamazione ' . Nella foto Matteo Renzi

E loro se la tengono, caro Matteo Renzi.

L’ennesimo vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione si è concluso con una netta sconfessione della politica italiana sull’accoglienza degli immigrati clandestini.

Il fatto che si sia raggiunta una generica intesa sulla possibilità che anche altri paesi possano accogliere, senza alcun vincolo obbligatorio, 40 mila profughi provenienti dalla Grecia e dall’Italia nel prossimo biennio, non costituisce alcuna svolta nella filosofia di Bruxelles in materia di difesa del territorio comunitario dalle ondate migratorie incontrollate. Continua a leggere

Italia, sì al “prelievo forzoso”: si potranno colpire conti correnti

Il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan

La Camera ha recepito la direttiva Ue, che legittima il bail in. In caso di crisi bancarie, a pagare sarà chi sul conto ha una somma…

In queste ore in cui tutti i riflettori sono puntati più che mai sulla Grecia, gli stessi italiani forse non si sono resi conto di quanto stava accadendo a casa loro.

Nella giornata di ieri, l’aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2014 che recepisce 58 direttive europee, adegua la normativa nazionale a 6 regolamenti Ue e attua 10 decisioni quadro. I sì sono stati 270, 113 i no, 22 gli astenuti.

Il punto è di quali direttive europee si sta parlando. In un momento in cui le parole più scritte e ripetute ovunque sono controlli di capitali, pensioni, tasse, corsa agli sportelli, in un momento in cui si teme che la crisi delle banche e degli Stati alla fine sarà esclusivamente sulle spalle dei cittadini, la Camera ha detto sì anche alla direttiva comunitaria che di per sé ha già reso legittima la procedura del “bail in”. Continua a leggere