NAPOLI:’Lager fenestrelle…’: il significato dello striscione apparso in Curva B

lager“Lager fenestrelle…” è lo striscione apparso ieri in Curva B durante Napoli-Torino. Uno striscione storico, quasi impensabile fino a pochi anni fa. “Fenestrelle”, infatti, fu il primo “campo di sterminio” in Europa (ecco perché lager): un carcere piemontese dotato di tante finestre senza infissi, ma solo grate. Il carcere in cui italiani imprigionavano altri italiani, esattamente i prigionieri di guerra del Regno delle due Sicilie. L’intento era quello di convertire i napoletani e farli arruolare nell’esercito dei franco-piemontesi. Alcuni morirono, altri furono vittime di torture medioevali. Il risultato? Il vessillo storico fu frantumato in 999 pezzi e conservato dagli stessi napoletani pur di non farlo divenire oggetto di vilipendio in mano straniera. Lo striscione è apparso al minuto 61 proprio per ricordare il 1861, anno in cui cesso d’esistere il Regno delle due Sicilie.

Fabio Tarantino

www.tuttonapoli.net

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STORIA: Un Tolomeo sconcertante con tutta l’America e l’Australia

Tolomeo-Mappa (1)

 

 

di Ruggero Marino http://www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com

Una mappa sconcertante, una mappa per alcuni aspetti incredibile. Più sorprendente e sconvolgente, per molti aspetti, di quella che anni fa scoprii, sì scoprii per primo, affrescata nelle stanze di Teglio. Una mappa ancora una volta immersa nel mistero. Da oltre venti anni ormai “navighiamo” sulle orme di Cristoforo Colombo, per ribaltare quella “barzelletta d’antiquariato”, che ci propinano da oltre cinque secoli in merito alla “scoperta dell’America”. L’evento che ha cambiato le sorti del mondo e dell’umanità. È ovvio che, in questo contesto, ci si debba occupare anche di carte geografiche, il che non è sempre facile ed agevole per chi si addentra in perfetta buona fede e con tanta buona volontà, ma non possedendo gli strumenti del mestiere, con tutti i rischi del caso, in quel labirinto, pieno di colori ed immagini, di didascalie e di inchiostri, rappresentato dalle antiche mappe geografiche. Quanto meno di quelle superstiti, perché la storia, in questa fascinosa branca del sapere, pare costellata da un vero e proprio “mappicidio”. In un cimitero di capolavori spariti. Difatti sono decisamente di più le carte perdute che quelle sopravvissute. Anche in questo caso dovremmo chiederci perché. Continua a leggere

Storia. Cristoforo Colombo: un greco-genovese

rugdi Ruggero Marino www.ruggeromarino-cristoforocolombo.com

Il cinquecentennale rebus di dove sia nato Colombo per la verità non lo riteniamo il più importante nell’infinito “mistero” della scoperta dell’America. Perché Colombo resta, almeno per me, l’uomo che fa da perfetta cesura perfetta fra Medioe Evo e Rinascimento: il primo uomo universale, comenell’uomo vitruviano di Leonardo. E il protagonista, con papa Cybo, Innocenzo VIII, del più grande inganno della storia umana.

Comunque alla stato attuale delle ricerche, pronti a rivedere ogni supposizione, io ritengo che la teoria relativa all’isola greca di Chio sia la più plausibile. Colombo sarebbe un greco-genovese o un genovese-greco. Con possibili forti legami con Napoli, dove fu al comando di alcune navi. E dove Aronne Cybo, il padre del pontefice, era viceré. Di qui la scrittura in spagnolo. Si spiegherebbero così molte cose a cominciare dalla sua conoscenza delle lingue in un mondo di analfabeti e soprattutto la relazione con un papa, Innocenzo VIII, Giovanni battista Cybo, che veniva dalle isole greche. Sappiamo inoltre che Colombo comunicava a volte con i fratelli con una scrittura che per gli altri era indecifrabile. Continua a leggere

STORIA: E così fecero L’Unità D’ITAGJA!

vittoEstratti da documenti parlamentari d’Italia 1863

A Biancavilla, durante il governo del prodittatore Depretis; si segnala una piccola cronaca dei fatti, annotata in una lettera, letta nella Camera di Torino, negli atti della tornata di gennaio 1861, nella quale si raccontavano le imprese, di un certo Biondi patriota garibaldino che in pochi giorni, ebbe a commettere 27 omicidi, sopra i più agitati proprietari terrieri di quella cittadina, ancora fedeli al Re di Napoli, il rimanente dei quali, circa 50 persone, furono costretti ad indossare indumenti di villici per salvarsi la vita, dal furore di quella gente.

A Trecastagni, a San Filippo D’Agira, a Castiglione e a Noto, ci sono state stragi di decine di siciliani fedeli alla casa di Borbone.Un certo La Porta e Santi Meli di Ventimiglia, erano al comando di brigate fiancheggianti le Continua a leggere

Il Conte Giustiniano Lebano di BOSCOTRESCE ricordato dal pronipote Costantino

di Chiara Fici

Incontro con il Conte Costantino Lebano Di Lustra che ci narrerà del suo prozio figura di spicco dell’800, rivoluzionario, liberale, poeta, filantropo di Torre Annunziata.

Giustiniano Lebano Conte Di Boscotresce e’ stato un nobile partenopeo la cui storia e’ stata narrata da Gerardo Laurini giornalista , che scrisse sul Giornale salernitano”Irno” nel 1901, la sua biografia.

Giustiniano Lebano di Lustra

Giustiniano Lebano di Lustra

Ecco come descrive il Conte Giustiniano:” Chi capita a Torre Annunziata e vi si ferma magari due o tre giorni non può non sapere che colà vive un uomo dotato di una mente davvero superiore, di una vasta cultura classica, di un animo aperto, mite, nobilissimo, instancabile nel beneficare, nonostante che spesso abbia avuto ed abbia ingratitudini non poche e non poche guerricciole volgari, delle quali egli né duolsi mai né serba il minimo rancore; giacché come un antico sapiente ben comprende e compatisce le debolezze e gli errori dell’umana natura. Quest’uomo è il comm. Giustiniano Lebano. Piacemi di scriver di lui nel simpatico Irno, perché la sua famiglia è oriunda di questa provincia. Suo padre avv. Filippo era di Sessa Cilento, donde insieme colla moglie Maria Acampora fu costretto ad emigrare a cagione delle sue idee liberali. E si stabilì a Napoli. Ivi il 14 Maggio del 1832 nacque Continua a leggere

I tesori dell’arte: il Castello Angioino di Gaeta

gaetaTra “I Tesori dell’Arte” ritorna il cosiddetto castello angioino: la fortezza inferiore che sormonta l’intero abitato di Gaeta medievale, struttura tristemente famosa per aver ospitato fino al 1990 il carcere militare. Grazie alla disponibilità dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, è possibile visitare, previa prenotazione, lo storico castello che è stato protagonista di mezzo millennio di storia gaetana.
TI MANDO A GAETA! Questa minaccia ha tenuto sotto schiaffo tutti i maschi italiani dalla fine dell’800 fino agli anni Ottanta dello scorso secolo. L’intimidazione di una reclusione nel carcere militare, in alcuni casi si concretizzava in un periodo più o meno lungo di reclusione in una caserma di Gaeta: il cosiddetto castello angioino o l’ex convento di San Michele Arcangelo. Continua a leggere