Il miglior gelatiere d’Europa è il fiorentino Paolo Pomposi

Paolo Pomposi, della gelateria Badiani di Firenze, è stato proclamato miglior gelatiere d’Europa, col gusto Dolcevita a base di Buontalenti e Salsa alla nocciola e cacao.Paolo-Pomposi-300

La proclamazione è arrivata al Piazzale Michelangelo a Firenze, dopo 20 tappe in giro per l’Italia e l’Europa. Con questo evento si chiude il Tour 2015 di Gelato Festival.

Il ‘giro’ – spiega una nota dell’organizzazione – iniziato il 30 aprile a Firenze, ha toccato Roma, Milano, Torino, Napoli, Viareggio, Riccione, Senigallia, Bari, Catania, Palermo, Parma, oltre alle tappe di Amsterdam, Valencia Continua a leggere

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ARTE: Marcello Vandelli, un artista che lieve e soffice non sprofonda nel mondo immanente ma lo sfiora

Marcello Vandelli

Marcello Vandelli

Marcello Vandelli nasce il 28 Agosto del 1958 a San Felice sul Panaro.
La sua vita personale è costellata di esperienze, avventure ed imprevisti che hanno permesso all’artista nascosto in lui di nascere e crescere. Dopo aver girato il mondo ed essere tornato nelle sue terre d’origine, Vandelli inizia a creare. Dai gesti più elementari trae vigore e nel colore trova lo strumento per far esplodere la sua creatività. La giovane vitalità dell’artista si mostra a partire dagli anni 2000, quando Vandelli, non proprio timidamente, inizia a dipingere come un Pollock redivivo nel fienile di sua proprietà, a contatto con la memoria della sua terra e spiritualmente vicino ai grandi maestri che lo hanno cresciuto. Facendo vibrare giorno dopo giorno colori e sensazioni nei suoi pannelli, Vandelli ora si mostra e si lascia osservare. Continua a leggere

SIAMO TUTTI ISLAMOFOBI – DANTE ALIGHIERI (Firenze, 1265 – Ravenna, 1321)

non perdete4587689341542194460_nDante colloca Maometto all’Inferno tra i seminatori di discordie. Nella Divina Commedia (Canto XXVIII, IX Bolgia, VIII Cerchio, versi 22-63), Dante vede un dannato che avanza ed è tagliato dal mento sino all’ano, le interiora gli pendono tra le gambe e sono visibili il cuore e lo stomaco. Lui si apre il petto con le mani e si presenta come Maometto e indica il dannato che lo precede come Alì (cugino, genero e successore di Maometto), tagliato dal mento alla fronte. Il dannato spiega che tutti loro sono stati seminatori di scandalo e scisma, perciò sono tagliati a pezzi. Un diavolo armato di spada mozza loro parti del corpo e poi le ferite si richiudono, per essere nuovamente mozzate quando tornano davanti a lui.All’Ordine dei giornalisti che, facendo propria l’accusa dei militanti islamici, mi ha denunciato per islamofobia, all’insieme dei politici, magistrati, intellettuali, docenti e persone comuni succubi dell’islamofilia, ricordo che la condanna dell’islam e di Maometto è parte essenziale della fede, della storia e della cultura dell’Europa e dell’Occidente laico e liberale dalle radici greche, romane, ebraiche, cristiane e illuministe. Il cristianesimo ha sempre giustamente condannato sia l’islam come un’eresia sia Maometto come un impostore, perché è una questione di vita o di morte. Qualora il cristianesimo dovesse riconoscere l’islam e legittimare Maometto, compirebbe un suicidio perché rinnegherebbe i cardini della fede: la Divinità di Cristo, la Trinità, la crocifissione e la risurrezione di Gesù negate dal Corano. Più in generale accreditare Maometto come profeta significherebbe riconoscere che è lui il “Sigillo della profezia”, disconoscendo la missione di Gesù Cristo. L’Europa stessa nasce con un’identità cristiana quando gli eserciti islamici, dopo aver sottomesso con la forza le sponde orientale e meridionale del Mediterraneo, invasero anche la sponda settentrionale. Poitiers (732), la Reconquista (1492), Lepanto (1571) e Vienna (1683) hanno segnato il riscatto dell’identità cristiana dell’Europa. Più laicamente l’islam, così come si esplica tramite il Corano e i detti e i fatti attribuiti a Maometto, raccolti nella Sunna e nella Sira, le tre principali fonti della sharia (la legge islamica), è del tutto incompatibile con i valori che sostanziano l’essenza della nostra comune umanità: la sacralità della vita di tutti, compresi ebrei, cristiani, infedeli, apostati, adulteri e omosessuali; la pari dignità dell’uomo e della donna e di tutte le persone; la libertà di scelta compresa la libertà di abiurare l’islam senza essere condannati a morte per apostasia.Abbiamo appena letto che cosa scrisse Dante su Maometto nella Divina Commedia. Ebbene se anche Dante è islamofobo, vuol dire che ci proclameremo tutti orgogliosamente islamofobi!Contro la dittatura islamica che imperversa sulle altre sponde del Mediterraneo e contro l’invasione islamica che minaccia l’Italia e l’Europa, per il diritto di criticare liberamente l’islam e il dovere di salvaguardare la nostra civiltà, le migliori firme del Giornale si sono mobilitate partecipando alla pubblicazione di un libro controcorrente: “Non perdiamo la testa – Il dovere di difenderci dalla violenza dell’islam”. Il libro, che reca la mia firma in copertina e ospita due miei saggi, raccoglie gli interventi di Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Ida Magli, Marcello Veneziani, Francesco Alberoni, Stefano Zecchi, Fiamma Nirenstein, Giordano Bruno Guerri, Paolo Guzzanti, Fausto Biloslavo, Gian Micalessin, Luca Fazzo, Stefano Filippi, Alessandro Gnocchi. È il nostro contributo fatto di informazione corretta e coraggiosa contro l’islamofilia dominante per impedire la vittoria dei terroristi taglialingue nostrani, che spianerebbe la strada all’avvento dei terroristi tagliagole anche in Italia. Date anche voi il vostro contributo a questa missione comune acquistando il saggio e chiedendo agli amici di fare altrettanto. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!

Magdi Cristiano Allam