Grotta di San Michele, il filo rosso che lega Orsara al mondo intero

orsaraC’è anche Orsara di Puglia nel progetto dell’associazione “Le vie di San Michele”. Il paese dell’Orsa, che ha nell’Arcangelo “guerriero” il suo santo patrono e ad esso ha consacrato antichi e meravigliosi luoghi di culto come l’Abbazia e l’annessa Grotta, è stato promosso nella rete del Réseau européen des sites et des Chemins de Saint Michel, organismo con sede a Parigi che promuove gli itinerari micaelici in tutta Europa e, in particolare, in Francia, Italia, Spagna e Inghilterra. Il Réseau è riconosciuto dal Consiglio d’Europa ed è affidato all’Istituto Europeo degli itinerari culturali.

L’obiettivo del progetto è valorizzare, grazie al filo rosso tracciato dal culto micaelico, l’Europa delle città, dei borghi e dei sentieri, le radici comuni del Vecchio Continente.
Da San Chirico Raparo e Sant’Angelo Sant’Angelo le Fratte, (paesi della Basilicata) a Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino), per finire a Orsara di Puglia: l’Associazione Le Vie di San Michele, in occasione dei giorni di settembre in cui è stato celebrato il culto dell’Arcangelo, ha organizzato un ciclo di conferenze che si è concluso proprio sui Monti Dauni, nel ‘paese dell’Orsa’. Durante gli incontri si è discusso de “Le vie micaeliche: una risorsa per i beni culturali”.

A Orsara di Puglia, sono intervenuti il sindaco Tommaso Lecce; il presidente della Pro Loco di Orsara, Antonio Casoria; il presidente dell’Associazione Le Vie di San Michele, Gioia Sforza; il rettore di Saint Michael’S Mount, Ramon van de Velde; il presidente del Réseau Europèen des Sites et des Chemis de Saint Michel, Michel Roussel. Sui percorsi individuati dal Cai si è tenuta una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Vilma Tarantino, Mario Vaccarella e Giuseppe Spina del Club Alpino Italiano (CAI).

LA META DEI PELLEGRINI – L’Abbazia, detta anche “dell’Annunziata”, è la prima storica costruzione che appare alla vista di chi raggiunge Orsara. L’elemento più importante e suggestivo del sito è costituito proprio dalla Grotta di San Michele, chiesa scavata nella roccia presumibilmente nel 200 dopo Cristo. Il tempio di pietra sorge all’interno di un anfratto naturale. Si tratta di uno tra i luoghi di culto più importanti e antichi del Mezzogiorno d’Italia. Vi si accede attraverso la cosiddetta “scalinata sacra”. All’interno si trovano iscrizioni latine e i graffiti lasciati dai pellegrini che vi facevano tappa nel cammino per raggiungere il più noto Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo e da lì la Terrasanta. L’interno è formato da un’unica navata irregolare. Sul fondo è posto l’altare che l’8 maggio, il giorno dell’Apparizione, accoglie la statua di San Michele altrimenti custodita dalla Chiesa Madre.

 fonte: http://www.montaguto.com

CATANIA – Mattinata intensa quella vissuta a Catania per l’inizio dei festeggiamenti in onore di Sant’Agata.

Carrozza del Senato

Carrozza del Senato

Stamattina in piazza Duomo la manifestazione è iniziata con la tradizionale sfilata in corteo delle candelore accompagnate dal ritmo travolgente dei gruppi di sbandieratori e musici del rione Panzera di Motta Sant’Anastasia mentre nell’atrio del Palazzo degli elefanti, in attesa dell’arrivo delle autorità, meravigliosi cavalli bianchi con accanto i caratteristici “valletti” dalla veste blu e le due carrozze settecentesche donavano un meraviglioso spettacolo ai pochi cittadini arrivati in tempo per godere in prima linea il “dietro le quinte” di uno degli eventi più attesi dell’anno: l’uscita delle carrozze del Senato. Continua a leggere

ARTE. Francesco Lupo:E’ ora di scegliere, o rimanere con il mondo corrotto o saltare sulla nascita del nuovo mondo

Francesco Lupo

Francesco Lupo

Francesco da Fiumata l’ultimo lupo dell’arte, alla tenera età di otto anni si  accorse  che la natura gli aveva dato il più grande dono che un uomo possa avere, creare con le proprie mani. Poi si è  ritrovato ad indossare una divisa negli anni bui del nostro paese, ha combattuto in prima persona il terrorismo, e per non impazzire rappresentava sui quadri, sul legno e sul marmo quello che viveva giorno per giorno.

Per questo gli  furono sequestrati  dei quadri perché a loro dire offendevano le istituzioni, e gli diedero l’ultimatum, che se non smetteva di dipingere e scolpire lo avrebbero cacciato.

Da quel momento ha dipinto e scolpito solo per se stesso e pochi in questo  paese hanno potuto contemplare le sue  opere dal vivo perché oggi come allora non ci sono uomini che hanno voglia di verità e di arte non corrotta. lupo

Si è sentito solo?

“Io non sono solo, la folla è sola, io sono tornato da mia madre e da mio padre, la montagna e il bosco che sono stati per me i più persuasivi predicatori e i santuari della mia arte, perché nella mia vita ho imparato ad ascoltarli e a parlare con loro e mi hanno fatto conoscere la verità. Da loro ho imparato sin da bambino che la pena e la grandezza sono il destino di un artista puro. Mi hanno addottrinato ad adoperare come materia per le mie opere la mia stessa vita, ad amare la natura fino a diventarne schiavo ma nello stesso tempo anche il suo padrone. Non mi accontento più delle variazioni su modelli prestabiliti, ma esprimo i bisogni interiori dell’uomo e dell’umanità”.

lupo2Da cosa è nato questo desiderio?

La montagna e il bosco mi hanno convinto che, se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da divinizzare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di eccelso, qualcosa che favorisce questo smisurato desiderio dell’infinito e dell’incerto, che chiamano anima, questa è l’arte. L’arte che rappresento è il disaggio sociale che ho vissuto e che vivo, e cerco di dare un messaggio con le mie opere hai popoli, ormai assuefatti al sudiciume di questa società malata. Ribadisco con forza: “Le mie opere non subiscono le leggi dell’uomo: le dettano”. Qualcuno mi chiamerà presuntuoso, non mi interessa ognuno è libero di interpretare quello che ho detto a suo comodo, io non scenderò mai a compromessi per l’arte, mi scaglierò sempre con le mie opere, che non sono fatte per adornare appartamenti ma sono strumenti di guerra offensivi e difensivi contro: ricchi, poveri, popoli coglioni e i cosiddetti potenti della terra, che hanno ridotto l’arte,le culture dei popoli e il mondo intero in una discarica di lerciume corrotto.

Cosa lega l’arte moderna alla società?lupo1

Nell’arte oggi si identificano i nessi che collegano l’arte moderna alla società attuale, la cultura artistica che oggi pretende di essere in contrapposizione al sistema non si accorge, o fa finta, che ne ha subito la sottomissione fino a diventarne lo specchio. Gli aspetti della collettività consumistica che hanno sottomesso l’arte contemporanea, sono principalmente il mito del nuovo fine a se stesso, l’esasperato egoismo, la demolizione e la cancellazione della memoria, la sottrazione della produzione artistica che legava arte e artigianato, l’arte intesa come denuncia sociale che ne era alimento essenziale, la rimozione del concetto di bellezza e la predisposizione a fare dell’iniziativa artistica un semplice riconoscimento del valore speculativo attribuibile a oggetti esistenti elevati alla grandezza di opere d’arte. Io sono libero dai lacci imposti all’espressione sofisticata dall’arte di regime.

Quindi oggi l’arte è vissuta solo come business?

Si, perchè nei sistemi economici finalizzati è questa l’arte riconosciuta ufficialmente, sorretta finanziariamente e ordinata dal potere, se riesco a debellare questo genere di arte, con tutti i suoi critici e organizzatori corrotti e schiavi del potere, la stessa azione assume lo spessore di una rivoluzione culturale e la sua distruzione darà un contributo essenziale al processo di scarcerazione dal sistema di valori su cui l’economia della crescita sta producendo da alcune generazioni quote sempre piú ampie della popolazione mondiale.

Quindi lei è contro le mostre d’arte ?

Si, infatti non farò mostre per il momento, in questo mio paese che amo alla follia, fino a che non ci saranno persone che hanno sete di giustizia e di verità, non mi interessa. Sono impegnato alla grande statua di 15 metri in bronzo di San Francesco che alcuni imprenditori mi hanno commissionato, questa sarà la mia risposta a tutto ciò che ho detto sulla mia arte.

 

E’ disponibile a parlare della statua di San Francesco in un’altro incontro?

Si con piacere, mi sta impegnando molto e spero di riuscire a fare una cosa importante a conferma del mio diverso modo di percepire l’arte. 

Chiara Fici di Amalfi

 

 

 

 

SAN GALGANO: L’abazia che ha il cielo come tetto e un mulino per vicino…

di Letizia Leonardi

Letizia Leonardi

Letizia Leonardi

Un’imponente e suggestiva costruzione gotica del XIII secolo che troppo spesso passa in secondo piano rispetto al vicino mulino bianco della nota pubblicità. Si tratta dell’abazia di San Galgano che si trova lungo la Val di Merse, tra Siena e la Maremma. Un complesso monastico cistercense che si erge solitario al centro di una piana e che avvolge il visitatore in un’atmosfera densa di misticismo e spiritualità che si espande attraverso il suo tetto di cielo.

In passato, l’abazia di San Galgano,  è stata un punto di riferimento per tutta la valle ma ebbe un rapido declino nel periodo delle lotte feudali, delle carestie ed Continua a leggere

ARTE: SAN FRANCESCO A NEW YORK, PER LA PRIMA VOLTA ALL’ONU 6 NOVEMBRE PRESENTAZIONE STAMPA ESTERA CON AMBASCIATORE USA

francesco-assisi-cimabue-20141031164501Verrà presentata giovedì 6 novembre alle 11.00 presso l’Associazione della stampa estera a Roma la mostra su san Francesco che si terrà dal 17 novembre presso la sede ONU di New York. E’ la prima volta che manoscritti e documenti del XIII e XIV secolo, riguardanti il Santo di Assisi, fanno tappa al “palazzo di vetro”. La mostra è composta da ben 19 opere provenienti dal Fondo Antico della Biblioteca comunale di Assisi presso la Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.
Alla presentazione dell’evento interverranno tra gli altri: Ken Hackett, ambasciatore USA presso la Santa Sede, Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa Sacro Convento di Assisi, Franco Cardini, medievista esperto di francescanesimo. Continua a leggere